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           Armonia funzionale             

Fabio Di Cocco

(BMG Ricordi - MLR 668)

                               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PREFAZIONE

Nel mio primo libro di musica lessi la seguente definizione: “La musica è l’arte dei suoni”. Ero solo un ragazzo di tredici anni, ma questa definizione non mi accontentava ugualmente; che era un’arte fatta di suoni mi sembrava scontato, e avrei preferito una spiegazione più esauriente. Venticinque anni dopo, mi rendo conto che trovare una definizione adeguata non è un’impresa facile: si tratta di un’esperienza irrazionale che si cerca di inquadrare su canoni razionali, e in questo paradosso probabilmente sta il fascino della musica e di tutte le arti.

Nella mia esperienza di studio, ascolto e pratica musicale, ho maturato la convinzione che la musica è la combinazione di tre elementi: melodia, armonia e ritmo.

Ritengo la melodia e il ritmo elementi naturali; chiunque, infatti, può essere in grado di comporre una melodia, o scandire un ritmo, in modo del tutto spontaneo, e non possedendo alcuna conoscenza musicale. Tra i due componenti istintivi si pone l’armonia: un elemento scientifico, che può essere analizzato con criteri logici e matematici, e che necessita di studio. Chi non possiede nozioni musicali, può pensare melodicamente e ritmicamente, ma non armonicamente.

L’armonia classica, con tutto il suo rigore, è un’ottima base per la comprensione di alcuni meccanismi, ma rispecchia fedelmente la musica antica. Già con il Romanticismo, certe concezioni armoniche ristrette risultano inadeguate, e da allora la musica ha percorso molta strada: non c’è dubbio che la pratica sia andata più veloce della teoria.

Molti musicisti, specialmente di estrazione classica, desiderano esplorare i meccanismi dell’armonia moderna, o semplicemente essere più consapevoli di ciò che suonano. Purtroppo è un argomento a cui viene riservato poco spazio, perché è trattato o all’interno di metodi dedicati a uno strumento o in testi di teoria. Spesso tecniche basilari come l’armonizzazione delle scale o l’analisi armonica vengono ignorate.

L’obiettivo di questo libro è di analizzare in modo completo ed esauriente l’armonia, e di essere dunque complementare al metodo per lo strumento. Personalmente, quando leggo, mi irrito se non capisco qualcosa, o se si parla di un argomento che non è stato spiegato in precedenza: in questo testo l’organizzazione didattica degli argomenti e la leggibilità sono assolutamente prioritarie, e spero vivamente di essere riuscito nell’intento. Per maggiore chiarezza, ho illustrato anche la struttura del metodo, con le finalità di ogni capitolo: questo vi permetterà di valutare il percorso di studio da compiere.  

Fabio Di Cocco   

(www.fabiodicocco.com)

Per qualunque commento, valutazione o discussione su questo libro scrivete a:

fabiodicocco@tiscali.it

 

  

STRUTTURA DEL METODO

 

Il metodo è diviso in sei capitoli, di cui illustro brevemente gli scopi.

La prima parte, condensata in sole nove pagine, tratta le basi della teoria musicale (pentagramma, chiavi, figure e pause, punto e legatura, tono e semitono, alterazioni, misure e tempi); questa sezione è un’introduzione necessaria allo studio dell’armonia.

Chi conosce già la teoria di base, può andare direttamente al cap. 2. Il primo livello serve essenzialmente a entrare nel mondo tonale, secondo un percorso logico improntato alla consequenzialità delle informazioni: lo studio degli intervalli permette la costruzione degli accordi, i quali vanno collocati all’interno delle singole tonalità con determinate funzioni, per mezzo delle armonizzazioni delle scale; l’analisi delle funzioni tonali porta all’identificazione delle cadenze, che a loro volta consentono l’analisi armonica, sia in uno specifico contesto tonale, che al di fuori, con lo studio delle modulazioni.

Il secondo livello punta all’osservazione analitica degli elementi armonici, e si basa principalmente su tensioni e sostituzioni, che rappresentano i cardini dell’armonia moderna.

Il terzo livello esamina l’aspetto melodico, la visione orizzontale della musica, in relazione al lavoro armonico del secondo livello. Viene analizzato il sistema modale, e sono spiegati i modi delle scale maggiori e minori, con riferimento ai contesti armonici in cui possono essere usati e alle modifiche che comportano. In questa sezione sono poi elencate e spiegate le altre scale funzionali all’improvvisazione (pentatoniche, esatonali, diminuite, blues, be-bop).

Nel quarto livello vengono affrontati due argomenti di grande importanza: l’armonizzazione della melodia, pratica fondamentale per l’interazione melodico-armonica, e le sostituzioni estese, in cui le tecniche studiate nel secondo livello vengono riprese, combinate tra loro e sviluppate.

Il quinto livello, che rappresenta il risultato di tutto il lavoro precedente, è dedicato alle riarmonizzazioni: riletture armoniche complesse, come parallelismi, moto contrario, pedale, cromatismi, e uso di tecniche avanzate, come regioni, target, Coltrane changes.   

 

CAPITOLI 

ARGOMENTI 

FINALITA’

Cap 1 - Teoria di base

Pentagramma, chiavi, figure e  pause, punto e legatura, tono e  semitono, alterazioni, misure e  tempi

Introduzione allo studio          dell’armonia   (per i principianti).

Cap. 2 - Armonia 1 Intervalli, accordi, tonalità,  cadenze, analisi armonica,  modulazioni, funzioni tonali

Conoscenza del sistema tonale.

Cap. 3 - Armonia 2 Tensioni e sostituzioni Prima interazione col materiale armonico.
Cap. 4 - Armonia 3 Modi, scale pentatoniche, blues,  diminuite, esatonali e loro uso Studio dell’aspetto melodico in relazione all’armonia.
Cap. 5 - Armonia 4 Armonizzazione della melodia,  sostituzioni estese Sviluppo della capacità di rilettura armonica.
Cap. 6 - Armonia 5 Riarmonizzazioni Reinterpretazioni armoniche complesse.